Il risarcimento per danni morali
15 Gennaio 2025 - Redazione
Un caso emblematico di risarcimento per danni morali riguarda una coppia di genitori che ha citato in giudizio l’ASL per la mancata diagnosi di torsione testicolare nel figlio minore, con conseguente necrosi e perdita di un testicolo.
In primo grado e in Cassazione, alla famiglia sono stati riconosciuti sia il danno biologico che quello morale.
Questo articolo analizza il rapporto tra danno morale e biologico, il calcolo del risarcimento e le prove necessarie per dimostrarne l’esistenza.
- Indice contenuti
- Danno Morale e Danno Biologico: Qual è la Differenza?
- Come Viene Calcolato il Danno Morale?
- Prove Necessarie per il Risarcimento
- Esempi Pratici di Risarcimento
- Conclusione
Il danno morale è una sottocategoria del danno non patrimoniale e si riferisce al dolore e alla sofferenza interiore causati da un evento dannoso.
Il danno biologico, invece, rappresenta una lesione fisica o psichica comprovata medicalmente.
Sebbene il danno morale sia incluso nella categoria più generale del danno non patrimoniale, la sua autonomia è stata riconosciuta dalla Corte di Cassazione.
Questo significa che, in alcuni casi, può essere risarcito separatamente dal danno biologico.
Come Viene Calcolato il Danno Morale?La liquidazione del danno morale avviene in base a criteri di equità, con possibilità di personalizzare il risarcimento a seconda delle circostanze. La legge prevede che:
- Le lesioni al diritto alla salute siano valutate secondo tabelle tabellari per garantire uniformità.
- In caso di pregiudizi maggiori, i giudici possano discostarsi dai valori tabellari, incrementandoli.
Ad esempio, il danno morale può essere calcolato in misura pari a due terzi del valore del danno biologico, tenendo conto dell’intensità della sofferenza e del turbamento emotivo.
La prova del danno morale può essere anche presuntiva, deducendo il livello di sofferenza dal fatto noto (ad esempio, la gravità delle lesioni fisiche).
Prove Necessarie per il RisarcimentoPer ottenere il risarcimento del danno morale, è necessario dimostrare il pregiudizio subito. La Corte di Cassazione ha ribadito che, nonostante il danno morale sia un pregiudizio non patrimoniale come il danno biologico, richiede prove aggiuntive.
Le prove possono includere:
- Documentazione medica per dimostrare lo stato di salute psichica o fisica.
- Testimonianze che confermino le ripercussioni emotive e psicologiche.
Caso 1: Diagnosi Mancata e Risarcimento alla Famiglia
Nel caso dei genitori che hanno citato l’ASL, i giudici hanno riconosciuto la gravità dell’evento e l’impatto psicologico sul ragazzo, accordando un risarcimento personalizzato per il danno morale.
Caso 2: Incidente Stradale e Invalidità Permanente
Un giovane di 18 anni è rimasto invalido al 90% a seguito di un incidente causato da un autocarro che non si era fermato allo Stop. In primo grado, il Tribunale ha riconosciuto un risarcimento per danni morali e biologici sia al giovane che ai genitori.
Tuttavia, la Corte d’Appello ha ridotto il risarcimento, unificando i due tipi di danni. La Cassazione ha successivamente annullato questa decisione, sottolineando che il danno morale deve essere liquidato autonomamente.
ConclusioneIl danno non patrimoniale comprende tre componenti principali:
- Danno morale: sofferenza interiore e turbamento emotivo.
- Danno biologico: lesioni fisiche o psichiche medicalmente comprovate.
- Danno esistenziale: limitazioni nella qualità della vita e nelle relazioni sociali.
La Cassazione ha confermato che il danno morale deve essere valutato e risarcito separatamente, in base a criteri di equità e personalizzazione. Per ottenere il risarcimento, è fondamentale fornire prove adeguate, incluse documentazioni mediche e testimonianze.
La tutela delle vittime passa attraverso una valutazione completa e circostanziata dei danni subiti, garantendo giustizia e ristoro per le sofferenze patite.
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