Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti
31 Gennaio 2025 - Redazione
Il reato di dichiarazione fraudolenta tramite l’utilizzo di fatture false è uno dei crimini tributari più gravi e diffusi in Italia. Questo reato è regolato dall’art. 2 del Decreto Legislativo n. 74/2000, una norma che ha lo scopo di contrastare l’evasione fiscale attraverso l’utilizzo di documenti falsi per operazioni inesistenti.
Le conseguenze per chi commette questo reato sono pesantissime e possono includere pene detentive fino a sei anni di reclusione. La legge mira a garantire la trasparenza delle operazioni economiche e a proteggere il fisco da manovre fraudolente che alterano il corretto flusso delle imposte.
In questa guida, esploreremo in dettaglio cosa si intende per dichiarazione fraudolenta con fatture false, quali sono le sanzioni previste dalla legge e le conseguenze che si derivano dall’utilizzo di fatture inesistenti.
Discuteremo anche delle principali tipologie di operazioni inesistenti che possono configurare questo reato, nonché delle modalità con cui le autorità fiscali possono rilevare la frode.
- Indice contenuti
- Cos’è la dichiarazione fraudolenta con fatture false?
- Le sanzioni per la dichiarazione fraudolenta
- Le principali tipologie di operazioni inesistenti
- Le conseguenze della dichiarazione fraudolenta
- Conclusione
Il reato di dichiarazione fraudolenta si verifica quando un soggetto, al fine di evadere le imposte, inserisce nella dichiarazione fiscale elementi passivi inesistenti, ossia costi che non corrispondono a vere transazioni economiche.
L’intento di questa manovra è quello di ridurre il reddito imponibile e, di conseguenza, abbattere l’importo delle imposte dovute allo Stato. Le fatture false vengono emesse per simulare operazioni che non sono mai avvenute o per gonfiare il valore di operazioni reali, così da ottenere indebiti vantaggi fiscali.
Secondo la normativa vigente, dal 2015, la dichiarazione fraudolenta con l’utilizzo di fatture false si applica non solo alle imposte sui redditi, ma anche all’IVA e alle altre imposte indirette.
Questo tipo di frode può riguardare qualsiasi tipo di dichiarazione fiscale, anche quelle relative a operazioni straordinarie o procedure concorsuali, che non siano genuine e siano volte a eludere il corretto adempimento fiscale.
Le sanzioni per la dichiarazione fraudolentaLe sanzioni per la dichiarazione fraudolenta tramite l’utilizzo di fatture false variano in base alla gravità dell'infrazione, ovvero in funzione dell'ammontare degli elementi passivi fittizi che sono stati dichiarati.
Secondo l'articolo 2 del Decreto Legislativo n. 74/2000, se l’importo totale delle fatture false supera una certa soglia, la pena può arrivare fino a sei anni di reclusione. Più precisamente, la reclusione è da un minimo di un anno e sei mesi fino a un massimo di sei anni nel caso in cui l’importo superi i 154.937,07 euro.
Se invece l’importo dichiarato attraverso fatture false è inferiore a questa soglia, le pene sono meno severe, con una reclusione che va da un minimo di sei mesi a un massimo di due anni.
La Corte di Cassazione ha chiarito che il reato di dichiarazione fraudolenta si considera compiuto solo al momento della presentazione della dichiarazione fiscale contenente gli elementi falsi, e non è perseguibile come tentativo se la dichiarazione non è stata effettivamente presentata.
Le principali tipologie di operazioni inesistentiLe operazioni inesistenti che costituiscono il nucleo del reato di dichiarazione fraudolenta possono essere suddivise in tre categorie principali, ognuna delle quali rappresenta una forma specifica di abuso delle fatture.
La prima tipologia è rappresentata dalle operazioni oggettivamente inesistenti, ossia quelle operazioni che non sono mai avvenute. In questo caso, vengono emesse fatture false per transazioni che non hanno avuto luogo.
Si tratta di una simulazione totale, senza alcuna base reale, destinata ad abbattere il reddito imponibile e a ridurre l'imposta da versare allo Stato.
Un’altra forma di frode è la sovrafatturazione, che avviene quando una transazione è effettivamente avvenuta, ma la fattura emessa riporta un importo maggiore rispetto al valore reale dell'operazione.
In questo caso, l’obiettivo è gonfiare artificialmente i costi aziendali per abbassare il reddito imponibile e, quindi, l’ammontare delle imposte. La sovrafatturazione può anche coinvolgere una distorsione delle quantità di beni o servizi acquistati, presentando una situazione completamente diversa da quella reale.
Infine, le operazioni soggettivamente inesistenti si verificano quando l’operazione è realizzata, ma i soggetti coinvolti nella transazione non sono quelli che risultano dalle fatture.
Si tratta di un fenomeno che spesso fa uso di società cartiere, aziende create ad hoc per emettere fatture false e trattenere l’IVA senza mai versarla allo Stato.
Queste società fittizie sono costituite con lo scopo di generare documentazione falsa, il che comporta un grande danno per il sistema fiscale. In questo caso, l’operazione può essere effettivamente avvenuta, ma non con i soggetti che risultano nelle fatture.
Le conseguenze della dichiarazione fraudolentaLe conseguenze della dichiarazione fraudolenta con l’utilizzo di fatture false non si limitano alle sanzioni penali, ma comprendono anche gravi ripercussioni a livello amministrativo e patrimoniale.
In primo luogo, chi utilizza fatture false è soggetto a accertamenti fiscali da parte delle autorità competenti, che mirano a rilevare eventuali irregolarità nel dichiarato. Gli accertamenti possono comportare anche la revisione dei bilanci aziendali e l’imposizione di sanzioni amministrative per le violazioni fiscali accertate.
Inoltre, l’amministratore dell’impresa o il professionista che ha commesso il reato può subire il blocco delle attività aziendali. Questo blocco potrebbe compromettere la capacità dell’azienda di operare normalmente, limitando l'accesso ai finanziamenti e influenzando negativamente la sua reputazione.
La confisca dei beni aziendali o personali è un’altra misura punitiva che può essere adottata contro chi ha utilizzato fatture false, in particolare nei casi di frodi di grande entità.
Un’ulteriore conseguenza significativa riguarda la responsabilità patrimoniale. Chi è coinvolto in una frode fiscale potrebbe essere chiamato a rispondere personalmente per il risarcimento dei danni arrecati allo Stato, con il rischio di dover mettere a disposizione beni e risorse economiche personali per sanare il debito.
ConclusioneIl reato di dichiarazione fraudolenta con fatture false è una violazione grave della normativa fiscale che può comportare conseguenze penali, amministrative e patrimoniali di notevole entità. Le sanzioni previste dalla legge sono severe e vanno dalla reclusione fino alla confisca dei beni.
Per evitare il rischio di incorrere in tali problematiche, è fondamentale che le imprese e i professionisti prestino attenzione alla regolarità della documentazione fiscale, facendo attenzione a non farsi coinvolgere in pratiche fraudolente.
È essenziale che chi riceve fatture da fornitori verifichi l’autenticità delle stesse, per evitare di essere coinvolti in un’eventuale frode fiscale. In caso di dubbi o sospetti, è sempre consigliato rivolgersi a un consulente fiscale esperto per una consulenza dettagliata.