Moltissimi sono quelli che amano il legno come pavimentazione, eppure per questioni ambientali, oppure per tenere contenuti i costi, o anche per ovviare ai limiti dei pavimenti in parquet (delicatezza, deformabilità, sbiadimenti o ingiallimenti, cura notevole nella pulizia e nella manutenzione, costosità d’installazione) si potrebbe preferire pavimenti finto parquet, che riesce a sopportare bene umidità, fragilità e corrosione, preservando l’estetica del materiale che imitano, riuscendo addirittura a riprodurre nuance e scanalature proprie del faggio, della quercia, del rovere e così via, risultando autentiche sia al tatto che alla vista.
I vantaggi dei prodotti in legno ci sono abbastanza noti (isolamento termico, calore e confortevolezza al calpestio, ecologicità, resa estetica), ma quali sono invece le caratteristiche di un pavimento in finto parquet degne di nota?
Un finto parquet non soffre l’usura né si graffia, essendo rifinito superficialmente con una patina protettiva che ne garantisce resistenza e longevità; è idrorepellente, fonoassorbente e silenzioso al calpestio (al contrario del parquet); la posa flottante risulta pratica ed economica (e non necessita di colla, chiodi, o manodopera specializzata); è facile da pulire e manutenere (non essendo previste lucidatura o ceratura).
In buona sostanza, i pavimenti effetto legno sono belli, economici, e di qualità, ma quale materiale consente di ottenere i migliori risultati anche in termini di impatto tra laminato, gres porcellanato e PVC?
Qual è la migliore alternativa al parquet in legno naturale?
Partiamo dal PVC: si tratta di un materiale flessibile e resiliente (le doghe in PVC sono indeformabili, e se sottoposte a impatti o sollecitazioni, si adattano alla pressione per poi tornare allo stato originale), resistente ad acqua e umidità, traspirante, caldo d’inverno e fresco d’estate, isolante acusticamente.
Un finto parquet in PVC si caratterizza inoltre per la semplicità di posa (che richiede poche ore e non necessita di utensili professionali, potendosi applicare su qualsiasi superficie, purché abbastanza levigata), che può essere:
autoadesiva: basta rimuovere la pellicola alla base delle sottilissime lastre (tra i 2 e i 4 mm) e applicarle in modo adiacente l’una all’altra sul pavimento applicando la giusta pressione
a incastro: le lastre, leggermente più spesse (e dunque assai robuste), si assemblano con un sistema a clic, per cui è sufficiente allinearle sul pavimento
da incollare: l’apposita colla va applicata con un rullo e assicura una forte presa al rivestimento.
Pavimento in finto legno
Altro materiale, il laminato, che si caratterizza per una struttura multi composita, con uno spessore inferiore ai 10 mm, il cui centro è costituito da fibra di legno, sulla quale è adagiato un foglio decorativo ricoperto da un film in resina melamminica, resistente all’usura.
In questo tipo di pavimento in finto parquet a risaltare sono la lucentezza e la resistenza a graffi, ammaccature e abrasioni, la praticità e versatilità, anche se flessibilità e resistenza all’acqua risultano inferiori rispetto alle versioni in PVC: a tal proposito, proprio come nel caso dei parquet naturali, se ne sconsiglia la posa in bagno e in generale in ambienti soggetti a livelli elevati di umidità.
Per quanto concerne la posa, è consigliato, prima di applicare il laminato, di rivestire il fondo preesistente con un sottopavimento, al fine di accrescere il potere isolante sia termico che acustico.
laminato HDF (High Density Fibreboard): formato da base in fibra di legno, foglio decorativo e film protettivo in resina
laminato HPL (High Pressure Laminate): film protettivo e foglio decorativo vengono pressati separatamente ad alta temperatura e successivamente assemblati, accrescendo la durevolezza del prodotto, largamente adoperato in ambienti ad alto traffico pedonale
laminato DPL (Direct Pressure Laminate): una singola pressatura per tutti i tre strati che lo compongono
oppure in base alla classe di abrasione, cioè alla resistenza alle sollecitazioni e all’usura:
Classe di Abrasione
Resistenza all'Usura
AC2
Bassa
AC3
Buona
AC4
Media
AC5
Alta
Differenti tipologie di finto parquet
Per quanto concerne i pavimenti finto parquet in gres porcellanato vi rimandiamo ovviamente all’articolo dedicato, chiudendo questa nostra disamina con una tabella che confronta le tre tipologie di finto parquet:
PVC
LAMINATO
GRES PORCELLANATO
2-5 mm
7-10 mm
8-10 mm
Resiliente e flessibile
Media resilienza
Bassa resilienza
Limitata resistenza all’acqua
Bassa resistenza all’acqua
Idrorepellente
Elevata resistenza all’usura e alle macchie
Elevata resistenza all’usura e alle macchie
Elevata resistenza all’usura e alle macchie
Problemi con alte temperature
Tolleranza alle alte temperature
Tolleranza alle alte temperature
Confortevole al calpestio
Confortevole al calpestio
Freddo al calpestio
Ultimo elemento di confronto, la posa: pratica a incastro, flottante o adesiva sia per il PVC che per il laminato, è invece più complessa per il gres, richiedendo l’impiego di malta cementizia: ma su questo aspetto sarebbe il caso di passare la parola agli esperti: fatelo compilando questo form…
Conclusione
In conclusione, la scelta del pavimento effetto legno dipende dalle esigenze specifiche di ogni ambiente e dalle preferenze personali. Il PVC è la soluzione ideale per chi cerca un materiale flessibile, resistente all’acqua e facile da installare, mentre il laminato offre una buona combinazione di estetica, praticità e resistenza all’usura, pur avendo qualche limite in ambienti umidi. Infine, il gres porcellanato effetto legno rappresenta l’opzione più durevole e idrorepellente, sebbene richieda una posa più complessa.
Qualunque sia la vostra scelta, valutare attentamente le caratteristiche di ciascun materiale vi permetterà di ottenere il miglior compromesso tra estetica, funzionalità e durata nel tempo.
Se avete dubbi o necessitate di una consulenza professionale, affidarsi a esperti del settore sarà sempre la scelta migliore per un risultato ottimale.