Sisma bonus nel 2025: come ottenerlo, a chi spetta, quali interventi vi rientrano e tutto quello che bisogna sapere
02 Gennaio 2025 - Redazione
Sismabonus: tutto quello che ti serve sapere per ottenere le agevolazioni
La pericolosità sismica rappresenta la probabilità di occorrenza di terremoti e la loro intensità prevista in una determinata area.
In Italia, le zone ad elevata pericolosità sismica includono l'Appennino Settentrionale, l'Appennino Centrale, l'Appennino Meridionale, la regione dell'Adriatico e la Sicilia; diversi sono stati i terremoti significativi nel nostro Paese, spesso con gravi danni alle strutture e perdite ingenti di vite umane.
La valutazione della pericolosità sismica è dunque un importante strumento per la pianificazione del territorio, la progettazione di infrastrutture capaci di resistere e la mitigazione del rischio sismico. E proprio al fine di intervenire sulle costruzioni, sia pubbliche che private, che lo Stato italiano mette a disposizione il Sisma Bonus.
Vediamo quindi le caratteristiche di questa misura, compresi tutti gli aspetti burocratici che consentono di goderne, e le eventuali modifiche introdotte nel 2025.
- Indice contenuti
- Sisma bonus nel 2025: come ottenerlo, a chi spetta, quali interventi vi rientrano e tutto quello che bisogna sapere
- Cosa si intende con pericolosità sismica e quali sono le zone ad elevata pericolosità
- Che cos'è il sismabonus
- Per quali interventi può essere utilizzato, quali sono ammessi e detraibili
- Chi può fare domanda per accedere
- Quali sono le scadenze
- Quali sono le detrazioni vigenti
- Quali documenti presentare, dove ed entro quando
Sisma bonus nel 2025: come ottenerlo, a chi spetta, quali interventi vi rientrano e tutto quello che bisogna sapere
Il "Sisma Bonus" comprende una serie di agevolazioni fiscali e incentivi per favorire la messa in sicurezza sismica degli edifici privati e di quelli produttivi esistenti, ed è stato introdotto proprio come misura per promuovere interventi di miglioramento strutturale e la riduzione del rischio sismico.
Offre detrazioni fiscali per le spese sostenute per la riqualificazione e l'adeguamento sismico, consentendo ai proprietari di detrarre una percentuale delle spese effettuate dalla dichiarazione dei redditi.
L'entità della detrazione può variare a seconda delle tipologie di intervento e delle caratteristiche dell'edificio.
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto nuove modalità per accedere alle detrazioni previste dal Sismabonus Acquisti.
È prevista una detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% per le altre abitazioni sulle spese sostenute nel 2025, mentre per le spese sostenute nel 2026 e 2027 le aliquote scendono rispettivamente al 36% per l’abitazione principale e al 30% per le altre abitazioni.
Le detrazioni si applicano alle spese per l’acquisto di una singola unità immobiliare, come indicato nell’atto pubblico di compravendita, a condizione che gli interventi effettuati determinino una riduzione del rischio sismico.
La spesa massima su cui calcolare la detrazione è fissata a 96.000 euro per unità immobiliare, con la detrazione ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Per accedere al beneficio è necessario che vi sia una riduzione di almeno una classe di rischio sismico dell’edificio.
Un aspetto ancora in attesa di chiarimenti riguarda la maggiorazione per l’abitazione principale, poiché al momento del rogito notarile l’unità immobiliare acquistata non può essere già destinata a tale uso.
L’Agenzia delle Entrate dovrà chiarire entro quando questa condizione debba essere rispettata; si ipotizza che possa essere entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno del rogito, ma si attende una conferma ufficiale.

Cosa si intende con pericolosità sismica e quali sono le zone ad elevata pericolosità
Pericolosità sismica è un termine che viene utilizzato per descrivere la probabilità di occorrenza di un terremoto in una determinata area e l'intensità prevista di tale evento; rappresenta quindi una valutazione scientifica del rischio sismico che una certa regione può affrontare, valutazione che tiene conto di diversi fattori, tra cui la frequenza storica dei terremoti, la geologia locale, la presenza di faglie sismogenetiche e la risposta sismica prevista.
In Italia la pericolosità sismica è un argomento di grande rilevanza a causa della posizione geografica del Paese, che è situato al confine tra la placca tettonica africana e quella euroasiatica, una zona di forte attività sismica.
Inoltre, l'Italia ha una storia sismica ricca di eventi significativi come il terremoto del 1908 a Messina e il terremoto del 2009 a L'Aquila.
La mappa della pericolosità sismica nel nostro Paese è suddivisa in aree, che sono state identificate e classificate dal Dipartimento della Protezione Civile in base alla loro vulnerabilità sismica.
Le diverse classi di rischio vanno da basso a elevato, e le zone ad elevata pericolosità sismica sono quelle che presentano una maggiore probabilità di terremoti di forte intensità. Tra le zone ad elevata pericolosità figurano:
- L'Appennino Settentrionale: comprende città come Bologna, Modena e Ferrara, ed è una delle zone da sottoporre a maggiore attenzione, vista la notevole presenza di faglie attive
- L'Appennino Centrale: comprende l'Abruzzo, il Lazio, le Marche e l'Umbria, è tristemente famosa per il terremoto che ha colpito l'Aquila nel 2009
- L'Appennino Meridionale: comprende la Calabria, la Basilicata, la Campania e la Puglia; è soggetta ad attività intensa a causa della subduzione della placca africana sotto quella euroasiatica
- L'Adriatico (comprese le regioni delle Marche, dell'Abruzzo e del Molise): zona caratterizzata da una serie di faglie sismogenetiche che possono generare terremoti di moderata intensità
- La Sicilia: isola sismicamente attiva situata nel Mar Mediterraneo, interessata dalla subduzione della placca africana sotto quella euroasiatica, con la presenza di numerose faglie attive.
Zona sismica | Livello di pericolosità | Regioni comprese |
1 | Alto | Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Umbria, Molise, Campania e Sicilia |
2 | Medio | Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia e Basilicata |
3 | Basso | Lombardia, Toscana, Liguria e Piemonte |
4 | Molto basso | Sardegna, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta |
È importante sottolineare che la pericolosità sismica:
- È una valutazione della potenziale attività sismica di un'area, ma non indica direttamente la probabilità di un terremoto in tempi specifici;
- È utilizzata come base per la pianificazione urbanistica e la progettazione di infrastrutture resistenti ai terremoti;
- È valutata in base a diverse variabili, tra cui la magnitudo massima attesa di un terremoto, la profondità del sisma, la durata dell'evento sismico e la velocità di accelerazione del suolo: questi parametri vengono utilizzati per calcolare l'intensità prevista del terremoto su una scala nota come Scala Macrosismica Europea (EMS-98), che va da I (terremoto impercettibile) a XII (terremoto catastrofico)
- Non rappresenta l'unico fattore da considerare per valutare il rischio sismico complessivo in un'area: la vulnerabilità delle strutture e la densità della popolazione sono altri fattori critici che influenzano l'impatto di un terremoto.
In relazione a quest’ultimo aspetto, emerge conseguentemente come sia fondamentale un approccio olistico.
Che cos'è il sismabonus
Partiamo con un chiarimento, vale a dire la differenza che ricorre tra miglioramento sismico e adeguamento sismico: il primo comprende tutte le attività che migliorano la sicurezza davanti a un evento sismico, il secondo riguarda il conseguimento del livello di sicurezza richiesto dalla normativa per le nuove costruzione in ambito sismico.
Come già anticipato, la detrazione prevista è variabile dal 36 al 50% a seconda dell’intervento e della tipologia di immobile e proseguirà fino al 31 dicembre 2025. Nello specifico:
- 36% se viene realizzato un intervento antisismico nelle abitazioni diverse da quelle di residenza
- 50% se l’intervento realizzato viene effettuato nella prima unità immobiliare
La spesa massima agevolabile ammonta a 96.000 euro. Per gli edifici condominiali il limite di spesa dovrà essere moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e per tutti gli interventi sulle parti comuni di edifici condominiali.
Si tratta di una detrazione IRPEF o IRES a seconda del sogg6etto richiedente, dal momento che sono ammessi alla richiesta sia persone fisiche che società, suddivisa come di consueto in 5 rate annuali di pari importo.
Per quali interventi può essere utilizzato, quali sono ammessi e detraibili
L’obiettivo è il miglioramento sismico, per cui il bonus comprende tutti gli immobili in cui vengono realizzati interventi mirati, a prescindere che siano ad uso abitativo piuttosto che produttivo. Tuttavia è importante notare che rientrano nell’agevolazione quelli ubicati nelle zone 1, 2 e 3, per cui restano esclusi gli immobili nelle zone 4.
Interventi su singole unità immobiliari
Intervento | % Detrazione | Limite di Spesa Ammissibile |
Interventi di adozione di misure antisismiche | 50% | 96.000 € |
Interventi antisismici che consentano il passaggio a una classe di rischio sismico inferiore | 70% | 96.000 € |
Interventi antisismici che consentano il passaggio a due classi inferiori di rischio | 80% | 96.000 € |
Agevolabili sono gli interventi nel loro complesso, per cui sono ricomprese anche:
- Prestazioni di figure professionali indispensabili per l’esecuzione dei lavori
- Acquisto dei materiali
- Perizie, sopralluoghi e altri documenti richiesti
- Imposte da bollo e IVA.
Altra cosa importante da sottolineare è che si raggiunge la percentuale massima di agevolazione, vale a dire il 110% (non a caso si parla di Superbonus) quando si tratta di interventi di demolizione e ricostruzione con aumento volumetrico, a patto che si dimostri appunto che si stanno eseguendo lavori di ristrutturazione edilizia e non di costruzione ex-novo.

Chi può fare domanda per accedere
A godere del Sismabonus possono essere proprietari o nudi proprietari degli immobili, usufruttuari o titolari di diritto di abitazione o superficie, inquilini, comodatari, cooperative e/o i suoi soci ed infine imprenditori singoli in caso di costruzione adibita ad attività produttiva.
In più qualora partecipino alle spese, possono usufruirne anche il coniuge, parenti fino al terzo grado, affini fino al secondo (per cui la condizione imprescindibile è che convivano col proprietario dell’immobile), il convivente anche se non sposato o unito civilmente ed il coniuge separato, ma in questo caso la conditio è che risulti intestatario come l’altro coniuge.
Quali sono le scadenze
Anche nel 2025 la Legge di Bilancio ha prorogato il Sismabonus che dunque resta in vigore fino al 31 dicembre 2027, ma con delle differenze di detrazioni:
Anno | Abitazione Principale | Altre Abitazioni | Limite di Spesa per Unità Immobiliare | Rateizzazione |
---|---|---|---|---|
2025 | 50% | 36% | 96.000 € | 10 quote annuali di pari importo |
2026 | 36% | 30% | 96.000 € | 10 quote annuali di pari importo |
2027 | 36% | 30% | 96.000 € | 10 quote annuali di pari importo |
Quali sono le detrazioni vigenti
In data 16 febbraio 2023 è stata decretata la fine delle due alternative previste in precedenza oltre la detrazione, vale a dire lo sconto in fattura e la cessione del credito, che restano possibili solo se gli accordi con le imprese edili che si occupano dei lavori e la CILA sono stati stipulati e presentati prima della data succitata.

Quali documenti presentare, dove ed entro quando
Per beneficiare del bonus è fondamentale che i lavori vengano interamente pagati tramite bonifico bancario o postale parlante, che includano:
- Codice fiscale di colui che ha richiesto la detrazione;
- Codice fiscale o Partita IVA di colui cui è indirizzato il pagamento;
- La dicitura della causale: “Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917 del 1986”.
In caso si trattasse di lavori condominiali è prevista anche l’approvazione di delibera di realizzazione dei lavori. Qualora invece i lavori comportassero la demolizione e la ricostruzione, occorre che sempre entro quella data sia stato richiesto anche il permesso a costruire.
Attenzione ai documenti da esibire in caso di ispezione:
- Notifica preliminare dell’ASL con la data di inizio dei lavori, qualora richiesta
- Abilitazioni amministrative sulla tipologia di intervento da realizzare e la data (o, in alternativa, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà)
- Autocertificazione con la somma delle spese sostenute, accompagnata da fatture e ricevute fiscali
- Copia della valutazione della classe di rischio dell’edificio antecedente e successiva all’intervento
- Ricevute dei bonifici bancari.
Senza tralasciare che dal 2022 per tutti i Bonus Casa è obbligatorio il Visto di conformità, un documento redatto da un commercialista o da un ufficio competente che conferma il rispetto dei requisiti necessari per l’agevolazione, a meno che non si tratti di interventi di edilizia libera o di lavori che non superano i 10.000 € di valore.
Sul nostro portale è possibile mettersi in contatto con tutti i professionisti del settore edile; dai geometri agli studi di ingegneria fino agli studi di architettura ed alle imprese edili esperte in ristrutturazione infatti, noi di Quotalo.it ti aiutiamo a presentare richiesta per la tua necessità in pochi semplici click e ad ottenere fino a quattro preventivi da poter confrontare per realizzare la tua richiesta nella maniera più precisa possibile.