Truffa aggravata: caratteristiche, differenze rispetto ad altre forme di reato

10 Gennaio 2025 - Redazione

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Il reato di truffa è uno dei più noti e complessi tra quelli che colpiscono il patrimonio altrui. Questo articolo esplora nel dettaglio le caratteristiche principali di questo reato, le sue varianti, le sanzioni previste, le modalità di prescrizione e le differenze rispetto ad altri reati affini, come il furto.

  Che cos’è la truffa?

Alla base del reato di truffa c’è l’inganno. Questo può essere realizzato attraverso artifizi o raggiri, che portano la vittima a compiere un’azione o a prendere una decisione che, in condizioni normali, non avrebbe mai preso.

In termini più concreti, si parla di truffa quando una persona viene indotta in errore, attraverso tecniche che manipolano la sua percezione della realtà, e ciò causa una perdita patrimoniale a vantaggio del truffatore o di terze persone.

L’elemento fondamentale è la relazione causale: il raggiro dev’essere direttamente collegato alla perdita patrimoniale della vittima. Anche un tentativo di truffa (in cui il danno non si concretizza) è punibile, secondo quanto stabilito dall’articolo 56 del Codice Penale.

  Le sanzioni previste per la truffa semplice

Il reato di truffa è disciplinato dall’articolo 640 del Codice Penale, che così recita:

“Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 51 a 1.032 euro”.

Queste sanzioni si applicano alla truffa “semplice”, ossia quella che non presenta particolari aggravanti. Tuttavia, il Codice Penale distingue chiaramente tra questa forma base del reato e quella più grave, nota come truffa aggravata, che comporta pene più severe e diverse modalità procedurali.

  Truffa aggravata: quando si verifica?

La truffa diventa aggravata in presenza di specifiche circostanze che rendono il reato più grave sia sotto il profilo morale che giuridico. Tra queste, possiamo citare:

  1. Danno allo Stato o ad un ente pubblico: Quando il truffatore colpisce le risorse pubbliche, come nel caso di frodi ai danni dell’erario o di istituzioni locali.
  2. Uso della paura o di false autorità: Se il truffatore instilla nella vittima il timore di un pericolo inesistente o la convince di dover seguire un falso ordine dell’autorità.
  3. Sfruttamento di situazioni personali: Questo si verifica soprattutto quando il truffatore approfitta di soggetti vulnerabili, come anziani o persone in difficoltà economica.
  4. Benefici illeciti da fondi pubblici: La truffa è aggravata se coinvolge contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre risorse erogate dallo Stato, dagli enti pubblici o dall’Unione Europea.
  Differenze tra truffa semplice e aggravata

Le principali differenze tra truffa semplice e truffa aggravata si manifestano su due livelli:

  1. Le pene previste:

    • Per la truffa semplice: reclusione da sei mesi a tre anni e multa da 51 a 1.032 euro.
    • Per la truffa aggravata: reclusione da uno a cinque anni e multa da 309 a 1.549 euro.
  2. La modalità procedurale:

    • Per la truffa semplice, l’azione legale si avvia solo su querela della vittima.
    • Per la truffa aggravata, invece, la procedura è d’ufficio, ossia viene avviata automaticamente dalle autorità senza bisogno di una denuncia.
  Le diverse forme di truffa

La truffa può assumere molteplici forme, a seconda del contesto in cui si manifesta. Tra le più comuni troviamo:

  1. Truffe in atti illeciti: Quando il reato si realizza in situazioni non trasparenti o illegali, come la vendita di beni contraffatti.
  2. Truffe contrattuali: In questi casi, il reato si consuma nel momento in cui il truffatore ottiene il profitto, non quando la vittima accetta di sottoscrivere l’accordo.
  3. Truffe online: Questa forma è particolarmente diffusa con l’avvento delle nuove tecnologie. Qui, il reato si consuma nel momento in cui la vittima, pur senza accorgersene, accetta di condividere dati o denaro con il truffatore.
  Differenze tra truffa e furto

Sebbene truffa e furto siano entrambi reati contro il patrimonio, esistono differenze fondamentali:

  • Nel furto, il bene viene sottratto alla vittima senza alcun coinvolgimento o consenso.
  • Nella truffa, la vittima collabora inconsapevolmente, indotta a farlo dall’inganno del truffatore.
Aspetto Truffa Furto
Modalità del reato La vittima collabora inconsapevolmente, indotta dall'inganno del truffatore. Il bene viene sottratto alla vittima senza alcun consenso o coinvolgimento.
Ruolo della vittima La vittima viene ingannata con artifizi o raggiri. La vittima subisce la sottrazione senza essere direttamente coinvolta.
Elemento distintivo Presenza di un inganno o manipolazione. Sottrazione diretta e furtiva del bene.
Consenso della vittima Apparente e inconsapevole. Assente.
  La prescrizione del reato di truffa aggravata

Un aspetto importante da considerare è la prescrizione del reato. Per la truffa aggravata, il termine di prescrizione è di sei anni. Ciò significa che, se entro questo periodo non viene emessa una sentenza definitiva, il reato si estingue e il truffatore non può più essere perseguito penalmente.

Tuttavia, per le vittime che hanno richiesto un risarcimento, esiste una tutela anche in caso di prescrizione. Se è stata emessa una sentenza di condanna in primo grado e la parte lesa si è costituita parte civile, il diritto al risarcimento rimane valido e può essere fatto valere anche dopo la prescrizione.

  Cosa fare se si è vittima di una truffa?

Se ritieni di essere stato vittima di una truffa, è fondamentale agire rapidamente. La cosa migliore è rivolgersi a un avvocato penalista esperto, che possa:

  1. Valutare il caso specifico.
  2. Consigliarti le azioni legali più opportune.
  3. Rappresentarti in sede giudiziaria per ottenere giustizia e un eventuale risarcimento.

Un avvocato penalista è un professionista specializzato in reati contro il patrimonio e altri crimini di natura penale, come la guida in stato di ebbrezza, il mobbing sul luogo di lavoro o l’abbandono di animali.

Quando scegli un avvocato, ricorda che la professionalità si manifesta in un rapporto equilibrato: cortese ma senza eccessiva confidenza. Questo atteggiamento, lungi dall’essere un segno di distacco, garantisce che il legale possa concentrarsi al meglio sulla difesa dei tuoi interessi.

  Conclusione

Ritenete di essere stati raggirati da una persona della quale vi fidavate, che vi ha spillato dei soldi e adesso non risponde nemmeno ai vostri numerosi tentativi di contattarla?
 
Allora la cosa migliore è che vi rivolgiate ad un penalista, vale a dire un avvocato che si occupi anche di reati contro il patrimonio, guida in stato di ebbrezza, mobbing sul luogo di lavoro, abbandono di animali e che più in generale lavori con soggetti accusati di aver commesso un fatto considerato penalmente rilevante, cioè un comportamento che può essere in qualche modo dannoso e provocare riprovazione sociale, e al contempo persone che invece sono vittime, vale a dire che hanno subito un danno a causa della condotta criminosa di un altro.
 
Quando contattate uno di questi professionisti tramite il nostro portale abbiate presente sin da subito che l’avvocato penalista instaura col suo cliente (di fatto o potenziale) un rapporto di conoscenza e di cordialità, ma senza sconfinare nel territorio di un’eccessiva dimestichezza e familiarità: sappiate che questo non è indice di una futura difesa poca appassionata, ma rappresenta piuttosto un indice di professionalità..

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